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L’analisi Seo, e in particolare l’analisi delle parole chiave, è una fase fondamentale per tutti i progetti web. Data la sua importanza, un’accurata ricerca delle parole chiave e una analisi delle keywords dei competitors, dovrebbe essere fatta, da ogni buon seo, ancora prima di cercare il dominio del sito web o il template per wordpress.

Si, le parole chiave sono importantissime,  sia perché rappresentano la chiave d’accesso, tramite i motori di ricerca, agli argomenti del sito, ma anche perché in sintesi sono il succo del sito stesso.

Un motore di ricerca associerà la nostra pagina web a determinate query, quando avrà capito che le nostre pagine sono rilevanti per gli argomenti trattati in relazione proprio alle parole chiave.

Per questo motivo dobbiamo guardare alle keywords sia come a delle esche, che ci servono per far arrivare i visitatori al nostro sito, ma sia anche come a dei nodi, dove si raccoglie e si concentra l’energia di tutto il nostro testo.

Solo quando si è compresa l’importanza delle parole chiave nell’ottica di un progetto seo, si può cominciare la ricerca, e anche se può sembrare strano, io di solito non la comincio online, bensì offline, cioè nel mondo di tutti i giorni, quello fatto da persone in carne ed ossa.

Se ci pensate bene, gli utenti spesso cercano su internet soluzioni a problemi reali: come svolgere un determinato compito, quale articolo acquistare tra tanti, dove alloggiare in una determinata località ecc.

Se vogliamo veramente dare valore ai nostri utenti, dobbiamo parlare loro del mondo reale, e per farlo, dobbiamo per prima cosa affidarci alla conoscenza degli esperti del settore, che possiamo essere noi stessi, nel caso in cui progettassimo di aprire un blog personale basato sulle nostre competenze, o i nostri clienti, che dovrebbero conoscere bene il loro campo d’azione.

Osservare le parole chiave nel proprio business

Google è intelligente. Da anni lo vediamo crescere come un bambino vorace e veloce nell’imparare. I dati che i motori di ricerca hanno oggi a disposizione sono moltissimi, e spesso facciamo fatica anche ad immaginare la mole di informazioni che elaborano per soddisfare le nostre ricerche.

Google impara dalle nostre abitudini, dai nostri spostamenti, dalle ricerche che effettuiamo, dai locali che frequentiamo, e da moltissime altre fonti.

Prima di affidarci ai tools, è quindi buona norma guardarci attorno, studiare il nostro business, i nostri clienti, il loro modo di esprimersi e anche il modo in cui i nostri competitors comunicano con loro.

Google impara quotidianamente nuovi termini che vanno a riempire le correlazioni tra entità che portano ai risultati semantici nella ricerca.

Di cosa sto parlando?

Andiamo con calma…

In passato l’unico modo che avevano i motori di ricerca per capire se una pagina era o meno rilevante per una determinata query erano le parole chiave esatte.

Cosa vuole dire?

Vuol dire che se io cercavo per esempio un albergo a Cortina, il motore di ricerca mi restituiva delle pagine che contenevano al loro interno ( o meglio ancora in determinate posizioni strategiche, come per esempio il titolo ), le parole “albergo” e “cortina”.

I fattori che portavano ad un migliore posizionamento avevano, ed hanno anche oggi, a che fare anche i link in ingresso ed altri aspetti che non tratteremo in questo articolo.

Con l’introduzione della semantica, Google ha imparato ad associare a degli specifici argomenti, diverse parole.

Per esempio il motore di ricerca sa che se io parlo di “albergo” potrei cercare anche “hotel” o “camera” perché sono tutti termini che appartengono alla stessa entità.

Lo stesso si può dire per la parola “Cortina” che potrebbe essere associata ad esempio al termine “Dolomiti”.

Quando si scrive un articolo in ottica Seo, non ha più senso quindi concentrarsi esclusivamente sulle parole più ricercate, ma bisogna essere in grado di espandere i termini in un’ottica semantica e quindi di significato.

intenzioni di ricerca

Quindi non devo più utilizzare i tools?

Certo, i tools sono sempre un ottimo aiuto, e più avanti in questo articolo parleremo anche dei migliori attualmente a disposizione. Dobbiamo però capire che un motore di ricerca non è più da considerare come un database che ci restituisce solo termini esatti in relazione a quello che digitiamo nella barra, ma è uno strumento in continua evoluzione che imita il pensiero umano e prova a comprendere sempre meglio le nostre intenzioni.

Parole chiave esatte e coda lunga

Quando abbiamo capito quali sono i termini generici di cui parla il nostro sito e di conseguenza anche gli articoli del nostro blog, è arrivato il momento di concentrarci sulle ricerche più specifiche che i nostri utenti possono fare.

Se le parole chiave generiche rappresentano il nostro settore di appartenenza, le query di coda lunga possono invece rappresentare meglio il nostro specifico business.

Come sempre il modo migliore per spiegare un concetto è partire da un esempio.

Ripeschiamo la nostra ricerca di prima, cioè “Hotel a Cortina”.

Indubbiamente stiamo parlando di una ricerca generica in quanto non è specificato nessun bisogno in particolare se non quello di un alloggio nella città delle dolomiti.

Alcuni utenti però potrebbero voler affinare la ricerca per avere dei risultati più in linea con i loro reali bisogni. In questo caso potrebbero digitare sul browser “hotel economico in centro a Cortina”.

I risultati che compaiono dopo una ricerca di questo tipo sono più specifici, e danno spazio a pagine che trattano al loro interno aspetti relativi alla posizione geografica, che l’utente vuole essere centrale, e al prezzo, che deve essere economico.

Le parole chiave generiche di norma sono più competitive, ed hanno un numero di ricerche maggiori rispetto a quelle di coda lunga. Le ricerche più specifiche però, oltre ad essere meno “impegnative” nel posizionamento seo, sono anche più redditizie, nel senso che tendono a rispondere in modo più esaustivo ai bisogni dell’utente che sarà quindi più portato a convertire, cioè, nel nostro caso, a prenotare la camera.

Naturalmente in ottica di ricerca semantica, le parole chiave di coda lunga si devono vedere più come intenzioni di ricerca che come termini esatti.

Nell’esempio che abbiamo fatto, si potrebbero infatti ottenere risultati molto simili anche digitando “albergo centrale a cortina poco caro”, in quanto come abbiamo detto, Google è in grado di capire che l’intento di ricerca è simile, se non proprio uguale.

Studiare a fondo il nostro business, capire quali sono i punti chiave che ci differenziano dalla concorrenza e che vanno a soddisfare dei bisogni particolari dei nostri utenti, è un buon punto di partenza per pianificare una strategia basata su parole chiave di coda lunga e quindi su intenti di ricerca specifici.

La Serp: il nostro campo di battaglia

Quando facciamo una ricerca sulle parole chiave che inseriremo nel nostro articolo o nei nostri contenuti, dobbiamo sempre tener conto di quale sarà il campo che dovremo andare a popolare, e di conseguenza quali saranno le posizioni che dovremo scalare.

Quando si parla di posizionamento sui motori di ricerca, lo spazio da tenere in considerazione è la SERP, ovvero la Search Engine Result Page, che tradotto dall’inglese significa la pagina con i risultati espressi dal motore di ricerca.

Questa considerazione potrebbe sembrare abbastanza ovvia se non fosse che tutti i seo con un minimo di esperienza sanno che ogni Serp rappresenta una storia a sè, una sfida nuova e spesso poco paragonabile a quelle che già abbiamo affrontato in passato.

SERP

Per introdurre questo argomento, dobbiamo per prima cosa parlare della distinzione classica tra le query di ricerca, ovvero le navigazionali, le transazionali e le informazionali.

-Le query navigazionali sono quelle che porteranno l’utente ad una pagina in base al brand che ha digitato o all’indirizzo, o parte di esso che ha espresso. Per esempio se digitiamo nella barra la query “Coca Cola”, Google capirà che vogliamo andare nel sito della famosa bevanda di Atlanta, e ci indicherà ai primi posti delle URL dal sito aziendale.

-Le query informazionali sono ricerche che l’utente fa per avere delle informazioni. Se per esempio digitiamo “mal di testa cause” il motore di ricerca andrà a pescare tra i contenuti che ritiene più autorevoli per la nostra ricerca e ce li proporrà, in modo da soddisfare il nostro bisogno di informazioni sull’argomento.

-Le query transazionali hanno lo scopo di cercare dei prodotti o dei servizi da acquistare. Se per esempio digito su Google, “Nike Air max 90”, il motore mi restituirà probabilmente una serie di risultati da negozi di commercio elettronico oltre agli annunci di testo e illustrati.

Questa prima distinzione può far capire che salire in una serp transazionale sarà diverso da salire in una serp informazionale. Se nella prima le parole chiave saranno tutte incentrate sul prodotto da vendere, nella seconda si potranno avere molti più termini utilizzati allo scopo di informare meglio possibile l’utente sull’argomento ricercato.

Se pensiamo alla differenza che possono fare al giorno d’oggi le ricerche basate sul posizionamento dell’utente o comunque in ambito local, ci rendiamo conto che ogni Serp rappresenta un mondo a sè, e il modo migliore per affrontare la fase di analisi, è quello di studiare i siti dei concorrenti, capire il motivo per cui Google ha dato loro le primi posizioni, e iniziare a lavorare per raggiungerli.

Anche se in questo articolo non parlo di posizionamento in generale ma di analisi delle parole chiave, trovo giusto far notare che un prodotto di un E-commerce non dovrà essere posizionato con la stessa strategia di un articolo di blog: nella scheda di descrizione di un paio di scarpe da ginnastica, non possiamo inserire 2-4 mila parole, perché nessuno andrebbe a leggerle e Google premierebbe in quel caso un sito che riesce, magari con immagini e video, a soddisfare meglio le intenzioni di ricerca dell’utente, che nell’e-commerce, sono quelle di acquisto.

Tools per la ricerca delle parole chiave

Anche se abbiamo spiegato che trovare le parole chiave giuste su cui puntare per il nostro posizionamento è un lavoro complesso e articolato, che richiede esperienza e le giuste conoscenza, alcuni Tools online possono darci un aiuto e suggerirci delle soluzioni a cui magari non avevamo pensato.

In questo paragrafo ti elencherò alcuni strumenti che utilizzo anch’io e che ho utilizzato in passato, per aiutarti a scegliere tra le numerose offerte che si trovano online oggi.

tools per ricerca parole chiave

Iniziamo con quelli gratuiti:

Ubersuggest: Molto utile per la ricerca delle long tail keywords

Answerthepublic: Organizza le parole chiave per intenti di ricerca e preposizioni con una grafica semplice ed immediata.

Keyword.io: Strumento semplice, immediato ma molto utile.

Passiamo adesso ai Tools a pagamento, che offrono oltre ad un auito nella ricerca delle parole chiave, anche molti altri strumenti per la Seo e il marketing sui motori di ricerca.

Seozoom. Un tool tutto italiano. Se lavori prevalentemente entro i nostri confini nazionali, è per alcuni aspetti il migliore. Ha un database molto ampio che continua ad aggiornarsi. Spesso vengono aggiunte anche nuove funzionalità e sia gli sviluppatori che la community sono molto disponibili per aiutare chi è alle prime armi o ha dei problemi. Consigliatissimo.

Semrush. Strumento per il marketing sui motori di ricerca a 360 gradi. Molto utile se affianchi all’attività di Seo anche quella di consulente Adwords in quanto da informazioni anche su annunci e campagne dei competitors.

Moz. Tool famosissimo e molto completo, soprattutto per quanto riguarda la ricerca delle parole chiave. Se hai intenzione di iniziare un progetto medio-grande, ti consiglio di dare un’occhiata a questo strumento.

Un aiuto dalla ricerca interna

Il tuo sito negli ultimi tempi ha iniziato a fare un bel po’ di traffico? Hai accumulato un bel numero di ricerche interne? Potrebbe essere un’ottima notizia se vuoi continuare a migliorare le performance seo del tuo sito web.

Per capirci meglio, le ricerche interne sono quelle che l’utente fa quando ha bisogno di trovare uno specifico articolo o un argomento all’interno di un sito web. Di solito il campo di ricerca è messa in alto nell’header o nella barra laterale di un sito web. I termini con cui gli utenti cercano le informazioni all’interno del tuo sito, probabilmente sono gli stessi che usano quando sono su Google. Conoscere questi dati e studiare le abitudini di ricerca interne, ti possono aiutare per scoprire il modo in cui i tuoi utenti si esprimono quando vogliono soddisfare un loro bisogno.

analisi dei dati

Un aiuto da Adwords

Il principio della ricerca interna vale anche per Google adwords. Nel sistema di pubblicità di Google, abbiamo la possibilità di vedere in una sezione dedicata, tutti i termini di ricerca che gli utenti hanno utilizzato per far comparire gli annunci su Google.

Un buon metodo per trovare alcune parole chiave interessanti è quello di impostare delle campagne con corrispondenza generica rispetto ai termini più comuni legati al nostro business.

La corrispondenza generica in Adwords è quell’ impostazione che permette al sistema di attivare gli annunci ogni volta che l’utente digita un keyword o all’interno di una frase ma anche in una delle sue varianti o sinonimi.

In questo modo, dopo qualche settimana, avremo la possibilità di accedere ad un elenco di termini che i nostri utenti utilizzano quando cercano su Google i nostri prodotti o servizi.

Organizzare le parole chiave

Quando finalmente abbiamo deciso quali sono le parole chiave su cui puntare e abbiamo fatto una analisi di competitors e serp, dobbiamo organizzarle in modo da averle sempre a portata di mano quando andiamo a creare i nostri contenuti.

Il modo migliore per avere sott’occhio tutti i dati che ci servono è quello di utilizzare un foglio elettronico. Io personalmente uso Fogli di Google che, oltre ad essere gratuito, mi permette di accedere alle informazioni da qualsiasi device, visto che funziona completamente in Cloud.

I campi che di solito utilizzo sono:

-Parola Chiave

-Numero di ricerche mensili

-Difficoltà ( un punteggio che assegno io in base alla analisi)

E’ molto utile anche raggruppare le parole chiave in categorie, soprattutto nel caso in cui si decida di scrivere contenuti diversi relativi ad uno stesso argomento oppure ad argomenti simili.

Per esempio se offro servizi Seo, potrò raggruppare le parole chiave in questo modo:

-seo, agenzia seo, esperto seo

-Posizionamento siti, posizionamento Google

-Come arrivare primi su Google, prime posizioni su motori di ricerca

 

Dopo aver organizzato le parole chiave non ci rimane che creare i contenuti, naturalmente tenendo conto di tutte le altre regole della Seo, in modo da iniziare a lottare per le prime posizioni delle Serp che ci interessano.

Qui di seguito ti suggerisco alcuni articoli presenti nel blog che trattano l’argomento della parole chiave in ottica Seo

Trovare le parole chiave della concorrenza

Scelta delle parole chiave: l’evoluzione dell’utente

Scelta delle parole chiave: Guida 2017

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Massimo Penzo

Ciao, sono Massimo Penzo, mi occupo di comunicazione in ambito digitale. Sono un esperto qualificato di Google Adwords e lavoro da anni anche con Facebook Ads.